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“LA RAGAZZA CHE ERO, LA RICONOSCO” Schegge di autobiografie femministe

Il 24 marzo Silvia Neonato presenterà a Vicenza il libro di cui è curatrice e coautrice. 

Siete tutte e tutti invitati!

24 marzo 2018 ore 18

Vicenza TimeCafè

 contrà Mure Porta Nova 28, Vicenza

 

Genova, anni Settanta: molte donne, come in altre città italiane, partecipano al movimento femminista che riempie le piazze. Ma fanno contemporaneamente anche un lavoro più nascosto, riunendosi in collettivi nelle case e nelle sedi più o meno provvisorie che la politica povera della sinistra extraparlamentare poteva mettere a disposizione in quegli anni. Quel lavoro, vera e propria pratica politica definita “autocoscienza”-  l’eredità che le ragazze del ’68 lasciano alle donne venute dopo – ha segnato la vita di tutte , cambiato la storia d’Italia e innovato un costume arretrato e conformista.

A quarant’anni di distanza, otto protagoniste di quel collettivo femminista genovese si sono reincontrate, per provare a raccontare che cosa è successo nel frattempo a ciascuna di loro e al mondo. Questi frammenti di biografie femministe illuminano una stagione di forte impegno ancora troppo lacunosamente ricostruito, affondando nella storia personale di ognuna, nelle differenze di classe e collocazione, nelle reciproche relazioni e nelle vicende di una città, dal dopoguerra a oggi.

LA CURATRICE  Silvia Neonato, giornalista e saggista, è nata e vive a Genova. Ha lavorato alla Rai e per molti anni nel mensile NoiDonne per poi rientrare nella sua città e diventare responsabile delle pagine culturali del Secolo XIX. Componente della Società italiana delle Letterate (SIL), di cui è stata presidente (2012-2013), fa parte del collettivo redazionale della rivista Leggendaria. Per I tipi della Iacobelli editore ha recentemente curato (con Roberta Mazzanti e Bia Sarasini) il volume collettaneo L’invenzione delle personagge (2016).

Silvia, cosa ha significato essere state femministe? Perché lo siamo diventate?  Spiegarlo, raccontarlo oggi, è stato il primo scopo del nostro libro, La ragazza che ero, la riconosco. Schegge di autobiografie femministe. Noi che nel ’68 eravamo ragazze, ci siamo riviste quarant’anni dopo e abbiamo deciso di scrivere testi autobiografici, che sono emersi attraverso lunghe e appassionate sedute di autocoscienza sul modello di quando eravamo giovani e ribelli. Abbiamo provato a raccontarci lasciando che affiorassero piano piano alla scrittura schegge delle nostre vite. Il nostro scopo era anche far capire come il femminismo della nostra gioventù ci avesse cambiato la vita per sempre. E in meglio.”

Le autrici del libro sono Maria Alacevich, Marta Baiardi, Rossana Cirillo, Maria Pia Conte, Silvia Neonato, Marina Olivari, Giulia Richebuono, Giovanna Sissa. C’è chi parla della propria madre, chi del padre partigiano, chi dei compagni di vita e di lotta e dei conflitti, chi dei figli, chi del mestiere di ginecologa, chi del corpo seduttivo e che invecchia, chi delle figlie prese in affido, chi di un matrimonio decennale, chi delle molestie in famiglia o sulle vie del mondo.

Sono otto voci, sincere e acuminate, a cui si aggiungono in appendice del libro, edito da Iacobelli, le testimonianze di Elvira Boselli e Francesca Dagnino, due delle fondatrici di quel Collettivo femminista genovese a cui appartennero negli anni Settanta centinaia di donne.


La ragazza che ero, la riconosco” 

Schegge di autobiografie femministe

IACOBELLI Editore

A cura di Silvia Neonato

Testi di Maria Alacevich, Marta Baiardi, Rossana Cirillo, Maria Pia Conte, Silvia Neonato, Marina Olivari, Giulia Richebuono, Giovanna Sissa

In appendice: Testimonianze di Elvira Boselli e Francesca Dagnino

Collana: Frammenti di memoria

 

IL FEMMINISMO E’ UN CAMPO DI BATTAGLIA , DIALOGO CON LUISA MURARO

SABATO 27 GENNAIO ORE 17  LìBRATI, LIBRERIA DELLE DONNE DI PADOVA

 

A VOI I NOSTRI PIU’ CARI AUGURI DI BUON NATALE E BUON NUOVO ANNO

da Vicenza auguri di buone feste!

le donne di femminileplurale 

SENZA MADRE. L’ANIMA PERDUTA DELL’EUROPA

MATER SEMPER CERTA? gestazione per altri, maternità surrogata, utero in affitto

Ne parleremo con

la sociologa Monica Chilese

la psicoterapeuta Maria Luisa Quadri

il medico Evelina Bianchi

la filosofa Luisa Muraro

nel convegno-dibattito organizzato dal

Forum delle associazioni femminili vicentine

sabato 2 dicembre,  Centro Culturale San Paolo,  Vicenza, viale Ferrarin 30

LUISA MURARO interviene alla IX edizione di “Vivere sani, Vivere bene”

Dal 15 al 22 ottobre si è tenuta a Vicenza, proposta da Fondazione ZOE la IX edizione di “Vivere sani, Vivere bene”, il ciclo di incontri con esponenti del mondo della medicina, della psicologia e della filosofia quest’anno  dedicato a “La mente in Salute”.  Proponiamo l’intervista a Luisa Muraro, filosofa dell’Università di Verona, fondatrice della Libreria delle Donne, unanimemente riconosciuta come una delle voci più autorevoli della riflessione contemporanea è stata intervistata da Riccardo Fanciullacci (Università Ca’ Foscari) sul tema della relazione tra accudimento e femminilità.

L’incontro è stato preceduto dalla proiezione del film “Tra cinque minuti in scena”, primo lungometraggio di Laura Chiossone, giovane regista che parla con coraggio di vecchiaia, di malattia e di rimpianti.

La protagonista della pellicola è un’attrice di teatro nel pieno della maturità che si trova a doversi prendere cura dell’anziana madre: ogni mattina la lava, la veste, la accudisce con amore e anche con l’impazienza tipica di chi è vittima di una scelta forzata. Una tenera storia di dipendenza che mixando i linguaggi del documentario, del teatro e della fiction, dipinge con maestria e col sorriso il quadro di un passaggio generazionale tutto al femminile.
Il film è stato premiato come miglior opera indipendente al Premio FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) 2013.

Ecco il link all’intervento di Luisa Muraro

“Il trasloco” una complicata storia semplice

Invito alla presentazione:

femminileplurale sottoscrive l’appello e aderisce all’iniziativa vicentina del 30 settembre prossimo sulla violenza contro le donne


APPELLO

AVETE TOLTO SENSO ALLE PAROLE

Volete togliere senso ai numeri che parlano di un dramma. Non sapete quanto pesa denunciare e quale scelta sia. Ogni denuncia porta con sè la nuova violenza di cronache morbose, pornografiche, che trasformano le vittime in colpevoli.

Non sapete dare un senso al silenzio che le donne scelgono, o a cui sono costrette e lo occultate nelle statistiche che segnano una lieve diminuzione delle denunce, seppellendo nei numeri il peso permanente della violenza, degli stupri, dei femminicidi.

Avete tolto senso alle parole quando trasformate la violenza contro le donne in un conflitto etnico, razziale, religioso.

Avete tolto senso alle parole quando difendete il vostro essere uomini, senza pensare all’ulteriore violenza che infliggete: donne nuovamente vittime, oggetto dei vostri conflitti di supremazia.

Quando riecheggia il fatidico “dove eravate?”, vorremmo noi chiedervi “dove siete?” Siamo uscite dal silenzio, abbiamo detto “se non ora quando” ed ancora “nonunadimeno”, abbiamo denunciato i diritti negati con la piattaforma CEDAW. Abbiamo colorato piazze, città, la rete, le nostre vite perché vogliamo vivere ed essere libere.

Reagiamo con la forza della nostra libertà all’insopportabile oppressione del giudizio su come ci vestiamo o ci divertiamo.

Ci vogliamo riprendere il giorno e la notte, perché non c’è un “mostro” o “un malato” in agguato, ma solo chi vuole il possesso del nostro corpo, della nostra mente, della nostra libertà. Non ci sono mostri o malati,ma solo il rifiuto di interrogarsi, il chiamarsi fuori che alla fine motiva e perpetua la violenza.

Le parole sono armi, sono pesanti lasciano tracce profonde ed indelebili, determinano l’humus in cui si coltiva la “legittimità” della violenza, la giustificazione dell’inversione da vittima a colpevole.

Ci siamo e continueremo ad esserci per riaffermare che la violenza contro le donne è una sconfitta per tutt* e ci saremo ancora perché vogliamo atti e risposte:

– La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo!

– La depenalizzazione dello stalking, va cancellata – ora!-

– La cultura del rispetto si costruisce a partire dalla scuola, dal senso delle parole, si chiama educazione!

– Agli operatori della comunicazione tutt*, chiediamo che ci si interroghi e si decida sul senso dell’informazione, sul peso delle parole ed esigiamo la condanna di chi si bea della cronaca morbosa.

– Ancora una volta risorse e mezzi per i centri antiviolenza, case sicure, e norme certe per l’inserimento al lavoro.

– Vogliamo che venga diffuso e potenziato il servizio di pubblica utilità telefonico contro la violenza sessuale e di genere, adesso!

– Alla magistratura e alle forze dell’ordine, che venga prima la parola della donna in pericolo, della donna abusata, che non si sottovaluti, che non si rinvii, che si dia certezza e rapidità nelle risposte e nella protezione.

Chiediamo a tutt*, pesate le parole. Sappiate che non si può cancellare la nostra libertà.

          Adesioni ad appello al 21 settembre

Susanna Camusso, CGIL

Elisabetta Addis, economista

Roberta Agostini, parlamentare

Antonella Bellutti, olimpionica ciclismo

Sandra Bonzi, scrittrice

Gabriella Carnieri Moscatelli, Telefono Rosa

Luciana Castellina, politica e giornalista

Francesca Chiavacci, Arci

Franca Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità

Daria Colombo, delegata PO Comune Milano

Lella Costa, attrice

Geppi Cucciari, attrice

Maria Rosa Cutrufelli scrittrice

Diana De Marchi, Commissione PO Milano

Loredana De Petris, parlamentare

Alessandra Faiella, attrice

Angela Finocchiaro, attrice

Francesca Fornario giornalista

Maddalena Gasparini, neurologa

Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Basaglia

Marisa Guarneri, Cadmi (Centro donne maltrattate Milano)

Cecilia Guerra, parlamentare

Anna Guri, Scuola di Teatro Paolo Grassi

Francesca Koch, Casa Internazionale delle Donne

Simona Lanzoni, Pangea

Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice

Maura Misiti ricercatrice Cnr

Rossella Muroni, Legambiente

Bianca Nappi, attrice

Giusi Nicolini, dirigente politica

Ottavia Piccolo, attrice

Bianca Pomeranzi esperta Cedaw

Rebel Network

Cristina Obber, giornalista e scrittrice

Norma Rangeri, giornalista

Rosa Rinaldi, dirigente politica

Chiara Saraceno sociologa

Linda Laura Sabbadini, statistica

Assunta Sarlo giornalista

Stefania Spanò, “Anarkikka” vignettista

Monica Stambrini, regista

Paola Tavella, giornalista e scrittrice

Vittoria Tola, Udi

Livia Turco, Fondazione Nilde Iotti

Chiara Valentini, giornalista e scrittrice

Elisabetta Vergani, attrice

Alessandra Kustermann, ginecologa

Parole Madri, ritratti di femministe, narrazioni e visioni sul materno. Il nuovo libro di Monica Lanfranco

Venerdì 11 marzo 2017 MONICA LANFRANCO presenterà il suo nuovo libro:

Vicenza #ADayWithoutAWoman #ScioperoGlobale

questa è Vicenza l’otto Marzo