#CivilMarchForAleppo

da Berlino la marcia “dei civili per i civili”: mille persone a piedi verso la Siria

 Anna Alboth, giornalista polacca residente nella capitale tedesca, ha organizzato il “viaggio” partito il 26 dicembre.

Una staffetta a tappe lunga 3600 chilometri, tre mesi e mezzo attraverso la rotta balcanica percorsa dagli esuli, ma al contrario. Germania, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia, Grecia, Turchia, Siria. Tutti i cittadini di ogni Paese sono invitati a partecipare, anche solo per un giorno.

“Non ne possiamo più di stare a guardare e sentirci impotenti. Vogliamo mettere pressione, spingere gli esperti a trovare il prima possibile una soluzione. I civili ad Aleppo e in tutta la Siria devono essere protetti e messi in grado di ricevere aiuto. Magari non riusciremo ad arrivare a destinazione, ma pretendiamo che sia garantita la protezione ai civili che si trovano là” spiegano gli organizzatori.

Chiunque e in qualsiasi momento può e potrà unirsi alla marcia. Questo l’invito sulla pagina facebook dell’iniziativa “Se vuoi unirti a noi, non c’è bisogno di registrarsi, devi solo venire a cercare noi fuori e camminare con noi – per un’ora, un giorno, una settimana, un mese”.

Per localizzare il gruppo in marcia mettersi in contatto con la pagina facebook Civil March For Aleppo  o attraverso Twitter #Civilmarchforaleppo.

Chi, invece, volesse sostenere Civil March for Aleppo può rivolgersi al sito: https://www.gofundme.com/CivilMarchForAleppo

 

AUGURI

VICENZA lunedì 19 dicembre 2016 Presidio Fiaccolata per Aleppo

No Dal Molin organizza per lunedì 19 dicembre alle 18.30 in Piazza Castello

LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO, IERI, OGGI E DOMANI

SABATO 19 NOVEMBRE 2016  A VICENZA

Scuola di Alta Formazione per Donne di Governo

PRESENTAZIONE giovedì 20 ottobre
ROMA Palazzo delle esposizioni
A partire dal saggio “Sovrane. L’autorità femminile al governo” di A.Buttarelli, nasce la fondazione per una Scuola di Alta Formazione per Donne di Governo

LORENZA CARLASSARE e GAETANO CAMPO Vicenza 16 settembre 2016

QUALE FUTURO PER LA NOSTRA COSTITUZIONE

«Come un fiore fatato» Lettere di Paola Drigo a Bernard Berenson

A VICENZA  Venerdi’ 20 maggio – ore 17.30

presentazione del volume “Come un fiore fatato”. Lettere di Paola Drigo a Bernard Berenson,
a cura di Rossana Melis – Editore Il Poligrafo di Padova
Biblioteca Bertoliana Palazzo Cordellina
Contra’ Riale 1

Paola Drigo (1876-1938) è trevigiana di origine ma ha trascorso gran parte della sua vita tra Padova eMussolente in provincia di Vicenza. E’ stata una scrittrice molto apprezzata. Molto successo ha ottenutoil suo ultimo romanzo “Maria Zef”, definito da una sua amica padovana “una truce storia friulana … scritta con sentimento e arte perfetta”.

Le lettere a Berenson, rimaste finora inedite, raccontano in parte la gestazione e la storia della scrittura di questo romanzounico nel suo genere nella tradizione letteraria italiana e veneta.

LUISA MURARO a Vicenza sabato 14 maggio per discutere su “L’anima del corpo. Contro l’utero in affitto”

Un accordo immorale

femminile plurale denuncia l’accordo stipulato fra Unione Europea e Turchia entrato in vigore il 20 marzo al fine di chiudere la rotta balcanica attraverso la quale sono passate circa un milione di persone dal 2015 e limitare l’ingresso dei migranti. In particolare uno dei punti entrati in vigore con questo trattato prevede che i migranti che entreranno in Grecia senza documenti verranno automaticamente rispediti in Turchia. La situazione determinerà l’insorgere di molte gravi problematiche e porterà a provvedimenti che violeranno facilmente i diritti umani.

Judith Sundherland, associate director di Human Right Wactch per Europa e Asia Centrale mette in evidenza che la Turchia non ha ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati e quindi non è tenuta a offrire accoglienza e protezione umanitaria ai richiedenti asilo. Finora ha accolto profughi siriani – ma esclusivamente loro – tutte le altre nazionalità non hanno la possibilità di ricevere lo stesso trattamento, questo in un contesto in cui una parte dei rifugiati in arrivo in Europa attraverso la Turchia sono curdi in conflitto con Ankara. La Turchia ha inoltre dimostrato la capacità e la volontà di respingere sia siriani che iracheni verso il paese d’origine, infrangendo il principio di non-refoulement: questo prevede che ai richiedenti asilo venga lasciata libertà di ingresso e che non vengano rimpatriati prima che la loro condizione sia stata presa in esame stabilendo che non corrono rischi a rientrare nel proprio paese d’origine.

Judith Sunderland osserva che l’Europa in seguito all’approvazione dell’accordo facilmente sarà portata a chiudere un occhio sulla situazione dei diritti umani in generale in Turchia, paese dove è attualmente in atto un forte giro di vite contro i media indipendenti e dove da tempo sono state registrate gravi violazioni dei diritti umani verso la popolazione curda. Anziché trovare nuovi modi per limitare l’ingresso dei migranti, l’Europa dovrebbe impegnarsi ad elaborare una strategia condivisa per gestire il flusso delle persone in arrivo, dividendo responsabilità fra i 28 paesi dell’Unione, creando canali di arrivo sicuri per limitare i morti nel Mediterraneo.

Attraverso questi canali i richiedenti asilo dovrebbero essere distribuiti equamente all’interno dell’Unione Europea e ogni paese dovrebbe farsi carico della gestione di una parte dei rifugiati in arrivo; infine si dovrebbe assicurare che i singoli paesi svolgano le procedure necessarie in accordo con il diritto internazionale . Invece sta accadendo proprio il contrario. Nessuno vuole assumersi responsabilità a cui legalmente tutti i paesi europei sono tenuti a rispondere e tutti cercano di scaricare sulle nazioni di primo arrivo, come Italia, Grecia e ora Turchia, la gestione di centinaia di migliaia di persone.

L’accordo UE – Turchia costituisce una vergognosa e pilatesca mancanza di responsabilità: di fatto si dà mandato alla Turchia di fare da Gatekeeper, cioè da controllore delle frontiere, come la Libia al tempo di Gheddafi, per un’Unione che non riesce a trovare un accordo, in contrasto con i più elementari principi del diritto internazionale e in spregio ai valori comunitari di cui l’Europa si definisce custode e garante.

Simone Weil affermava: “esiste una sola possibilità di esprimere indirettamente il rispetto verso l’essere umano: essa è data dai bisogni degli uomini che vivono in questo mondo, i bisogni terrestri dell’anima e del corpo”.

Femminileplurale invita a mobilitarsi affinché si crei un vasto movimento che porti l’Europa al rispetto degli obblighi verso l’essere umano, per una civiltà rifondata alle sue radici sul primato dell’obbligo secondo il pensiero di Simone Weil; disposta perciò ad accogliere un’idea di bene comune che superi la concezione ordinaria della politica, ristretta all’orizzonte del bene ai bisogni materiali e la concezione ordinaria della giustizia, ristretta all’orizzonte della legalità.

Al referendum del 17 aprile chiediamo al governo di abbandonare le trivellazioni nei nostri mari