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LUISA MURARO interviene alla IX edizione di “Vivere sani, Vivere bene”

Dal 15 al 22 ottobre si è tenuta a Vicenza, proposta da Fondazione ZOE la IX edizione di “Vivere sani, Vivere bene”, il ciclo di incontri con esponenti del mondo della medicina, della psicologia e della filosofia quest’anno  dedicato a “La mente in Salute”.  Proponiamo l’intervista a Luisa Muraro, filosofa dell’Università di Verona, fondatrice della Libreria delle Donne, unanimemente riconosciuta come una delle voci più autorevoli della riflessione contemporanea è stata intervistata da Riccardo Fanciullacci (Università Ca’ Foscari) sul tema della relazione tra accudimento e femminilità.

L’incontro è stato preceduto dalla proiezione del film “Tra cinque minuti in scena”, primo lungometraggio di Laura Chiossone, giovane regista che parla con coraggio di vecchiaia, di malattia e di rimpianti.

La protagonista della pellicola è un’attrice di teatro nel pieno della maturità che si trova a doversi prendere cura dell’anziana madre: ogni mattina la lava, la veste, la accudisce con amore e anche con l’impazienza tipica di chi è vittima di una scelta forzata. Una tenera storia di dipendenza che mixando i linguaggi del documentario, del teatro e della fiction, dipinge con maestria e col sorriso il quadro di un passaggio generazionale tutto al femminile.
Il film è stato premiato come miglior opera indipendente al Premio FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) 2013.

Ecco il link all’intervento di Luisa Muraro

“Il trasloco” una complicata storia semplice

Invito alla presentazione:

femminileplurale sottoscrive l’appello e aderisce all’iniziativa vicentina del 30 settembre prossimo sulla violenza contro le donne


APPELLO

AVETE TOLTO SENSO ALLE PAROLE

Volete togliere senso ai numeri che parlano di un dramma. Non sapete quanto pesa denunciare e quale scelta sia. Ogni denuncia porta con sè la nuova violenza di cronache morbose, pornografiche, che trasformano le vittime in colpevoli.

Non sapete dare un senso al silenzio che le donne scelgono, o a cui sono costrette e lo occultate nelle statistiche che segnano una lieve diminuzione delle denunce, seppellendo nei numeri il peso permanente della violenza, degli stupri, dei femminicidi.

Avete tolto senso alle parole quando trasformate la violenza contro le donne in un conflitto etnico, razziale, religioso.

Avete tolto senso alle parole quando difendete il vostro essere uomini, senza pensare all’ulteriore violenza che infliggete: donne nuovamente vittime, oggetto dei vostri conflitti di supremazia.

Quando riecheggia il fatidico “dove eravate?”, vorremmo noi chiedervi “dove siete?” Siamo uscite dal silenzio, abbiamo detto “se non ora quando” ed ancora “nonunadimeno”, abbiamo denunciato i diritti negati con la piattaforma CEDAW. Abbiamo colorato piazze, città, la rete, le nostre vite perché vogliamo vivere ed essere libere.

Reagiamo con la forza della nostra libertà all’insopportabile oppressione del giudizio su come ci vestiamo o ci divertiamo.

Ci vogliamo riprendere il giorno e la notte, perché non c’è un “mostro” o “un malato” in agguato, ma solo chi vuole il possesso del nostro corpo, della nostra mente, della nostra libertà. Non ci sono mostri o malati,ma solo il rifiuto di interrogarsi, il chiamarsi fuori che alla fine motiva e perpetua la violenza.

Le parole sono armi, sono pesanti lasciano tracce profonde ed indelebili, determinano l’humus in cui si coltiva la “legittimità” della violenza, la giustificazione dell’inversione da vittima a colpevole.

Ci siamo e continueremo ad esserci per riaffermare che la violenza contro le donne è una sconfitta per tutt* e ci saremo ancora perché vogliamo atti e risposte:

- La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo!

- La depenalizzazione dello stalking, va cancellata – ora!-

- La cultura del rispetto si costruisce a partire dalla scuola, dal senso delle parole, si chiama educazione!

- Agli operatori della comunicazione tutt*, chiediamo che ci si interroghi e si decida sul senso dell’informazione, sul peso delle parole ed esigiamo la condanna di chi si bea della cronaca morbosa.

- Ancora una volta risorse e mezzi per i centri antiviolenza, case sicure, e norme certe per l’inserimento al lavoro.

- Vogliamo che venga diffuso e potenziato il servizio di pubblica utilità telefonico contro la violenza sessuale e di genere, adesso!

- Alla magistratura e alle forze dell’ordine, che venga prima la parola della donna in pericolo, della donna abusata, che non si sottovaluti, che non si rinvii, che si dia certezza e rapidità nelle risposte e nella protezione.

Chiediamo a tutt*, pesate le parole. Sappiate che non si può cancellare la nostra libertà.

          Adesioni ad appello al 21 settembre

Susanna Camusso, CGIL

Elisabetta Addis, economista

Roberta Agostini, parlamentare

Antonella Bellutti, olimpionica ciclismo

Sandra Bonzi, scrittrice

Gabriella Carnieri Moscatelli, Telefono Rosa

Luciana Castellina, politica e giornalista

Francesca Chiavacci, Arci

Franca Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità

Daria Colombo, delegata PO Comune Milano

Lella Costa, attrice

Geppi Cucciari, attrice

Maria Rosa Cutrufelli scrittrice

Diana De Marchi, Commissione PO Milano

Loredana De Petris, parlamentare

Alessandra Faiella, attrice

Angela Finocchiaro, attrice

Francesca Fornario giornalista

Maddalena Gasparini, neurologa

Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Basaglia

Marisa Guarneri, Cadmi (Centro donne maltrattate Milano)

Cecilia Guerra, parlamentare

Anna Guri, Scuola di Teatro Paolo Grassi

Francesca Koch, Casa Internazionale delle Donne

Simona Lanzoni, Pangea

Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice

Maura Misiti ricercatrice Cnr

Rossella Muroni, Legambiente

Bianca Nappi, attrice

Giusi Nicolini, dirigente politica

Ottavia Piccolo, attrice

Bianca Pomeranzi esperta Cedaw

Rebel Network

Cristina Obber, giornalista e scrittrice

Norma Rangeri, giornalista

Rosa Rinaldi, dirigente politica

Chiara Saraceno sociologa

Linda Laura Sabbadini, statistica

Assunta Sarlo giornalista

Stefania Spanò, “Anarkikka” vignettista

Monica Stambrini, regista

Paola Tavella, giornalista e scrittrice

Vittoria Tola, Udi

Livia Turco, Fondazione Nilde Iotti

Chiara Valentini, giornalista e scrittrice

Elisabetta Vergani, attrice

Alessandra Kustermann, ginecologa

Parole Madri, ritratti di femministe, narrazioni e visioni sul materno. Il nuovo libro di Monica Lanfranco

Venerdì 11 marzo 2017 MONICA LANFRANCO presenterà il suo nuovo libro:

Vicenza #ADayWithoutAWoman #ScioperoGlobale

questa è Vicenza l’otto Marzo

SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE #DayWithoutAWoman 8 MARZO 2017

L’8 marzo ci sarà una mobilitazione delle donne che coinvolgerà più di 40 Paesi del mondo e a cui parteciperanno milioni di persone. Ha aderito allo sciopero anche il movimento Women’s March che lo scorso gennaio, il giorno successivo a quello dell’insediamento di Trump,  ha mobilitato, appoggiato da Amnesty International, milioni di donne e uomini per i diritti di tutte e tutti e contro ogni discriminazione 

In Italia lo sciopero delle donne con astensione dal lavoro produttivo e riproduttivo (lavoro di cura) è stato promosso dalla rete Non una di meno  che il 26 e 27 novembre 2016 ha portato nelle strade di Roma più di 200mila tra donne e uomini contro la violenza maschile sulle donne. Il 4 e 5 febbraio scorso a Bologna è proseguito il confronto su otto tavoli tematici (cominciato il 27 novembre) per redigere il Piano nazionale antiviolenza e preparare 8 punti per l’otto marzo.  Nella Giornata internazionale della donna si sciopererà realmente o simbolicamente con assemblee, cortei in numerose città, presidi e piazze tematiche, flash mob  e proteste sul web (Twitter storm).

 

RACCONTAMI LA TUA STORIA dialoghi a più voci con donne straniere in Italia

domenica 5 marzo 2017 ore 15.30

Salone centrale di Palazzo Cordellina   VICENZA contrà Riale 12

#CivilMarchForAleppo

da Berlino la marcia “dei civili per i civili”: mille persone a piedi verso la Siria

 Anna Alboth, giornalista polacca residente nella capitale tedesca, ha organizzato il “viaggio” partito il 26 dicembre.

Una staffetta a tappe lunga 3600 chilometri, tre mesi e mezzo attraverso la rotta balcanica percorsa dagli esuli, ma al contrario. Germania, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia, Grecia, Turchia, Siria. Tutti i cittadini di ogni Paese sono invitati a partecipare, anche solo per un giorno.

“Non ne possiamo più di stare a guardare e sentirci impotenti. Vogliamo mettere pressione, spingere gli esperti a trovare il prima possibile una soluzione. I civili ad Aleppo e in tutta la Siria devono essere protetti e messi in grado di ricevere aiuto. Magari non riusciremo ad arrivare a destinazione, ma pretendiamo che sia garantita la protezione ai civili che si trovano là” spiegano gli organizzatori.

Chiunque e in qualsiasi momento può e potrà unirsi alla marcia. Questo l’invito sulla pagina facebook dell’iniziativa “Se vuoi unirti a noi, non c’è bisogno di registrarsi, devi solo venire a cercare noi fuori e camminare con noi – per un’ora, un giorno, una settimana, un mese”.

Per localizzare il gruppo in marcia mettersi in contatto con la pagina facebook Civil March For Aleppo  o attraverso Twitter #Civilmarchforaleppo.

Chi, invece, volesse sostenere Civil March for Aleppo può rivolgersi al sito: https://www.gofundme.com/CivilMarchForAleppo

 

AUGURI

VICENZA lunedì 19 dicembre 2016 Presidio Fiaccolata per Aleppo

No Dal Molin organizza per lunedì 19 dicembre alle 18.30 in Piazza Castello